• SITO SICURO

    100% Sito sicuro

Il tuo carrello è vuoto!

Cura del Prodotto

Cura del Prodotto

La pulizia regolare e appropriata degli arredi è un fattore importante e determinante per l’allungamento della loro vita. Per la pulizia sono però necessari alcuni accorgimenti per evitare il danneggiamento della finitura superficiale. In linea generale occorre evitare materiali abrasivi o liquidi aggressivi che potrebbero danneggiare il prodotto. Durante la pulizia delle superfici piane, il movimento del panno deve essere sempre orizzontale o verticale; per i pannelli impiallacciati deve essere, per quanto possibile, parallelo alle  venature del legno. Non effettuare movimenti circolari in quanto la forza dello sfregamento si concentra in un solo punto e si possono creare aloni o segni superficiali.

Prima di un intervento con prodotti utilizzati per la prima volta, è consigliabile eseguire una prova su una zona limitata e nascosta. Esistono in commercio dei panni in microfibra, che utilizzati secondo le indicazioni date dal Produttore, sono adatti alla pulizia di gran parte dei materiali presenti negli ambienti di lavoro.

 

Parti in legno

La finitura in legno naturale è particolarmente delicata e soggetta ad alterazioni cromatiche dovute al naturale processo di maturazione del legno. La verniciatura delle parti impiallacciate in legno, o del legno massello, ha la funzione di rallentare il naturale invecchiamento del legno, di proteggere dalla polvere e dallo sporco e di rendere la superficie sufficientemente idrofuga, da permetterne la pulizia nel tempo.

La verniciatura può essere effettuata con vernici poliuretaniche, poliestere, acriliche o ad acqua. Si possono usare delle tinte con effetti coloranti/sbiancanti, per cambiare la tonalità del legno. Queste tinte possono essere solubili in acqua (aniline) o sintetiche. La finitura superficiale si può realizzare a poro del legno aperto o chiuso, secondo il tipo di vernice e la quantità della stessa.

Per la pulizia delle superfici in legno una regola sempre valida è quella di evitare l’uso di spray e prodotti chimici in genere. Usare quindi un panno morbido appena umido o eventualmente inumidito in acqua leggermente saponata (con sapone neutro). Risciacquare con un panno ben strizzato e asciugare bene tutte le superfici.

L’uso del liquido detergente deve essere sempre moderato: un uso eccessivo può causare infiltrazioni tra il pannello e il bordo, con possibili rigonfiamenti del pannello.

NON UTILIZZARE: detersivi alcalini, o contenenti abrasivi, soda o solventi, oppure ammoniaca o acetone. Evitare le cere per mobili. Non usare pomice, pagliette metalliche, strofinacci con superfici ruvide o abrasivi vari.

In caso di necessità, prima di procedere al trattamento di tutta la superficie, e’ consigliabile eseguire una prova preliminare su una zona limitata e nascosta, assicurandosi che il prodotto in questione non danneggi la finitura dei manufatti e non ne alteri il colore e l’opacità.

Parti in laminato/nobilitato

I pannelli in laminato sono costituiti da agglomerati a base di materiale legnoso, rivestiti mediante incollaggio a caldo o a freddo, con fogli di laminato costituiti a loro volta da un supporto di carta kraft impregnato di resine fenoliche, e all’esterno da carte decorative impregnate in resina melaminica. Esistono anche delle varianti di materiale in laminato, ad es. il laminato stratificato a tutto spessore, o a tutto colore, oppure con supporto in alluminio, ecc.

I pannelli nobilitati sono costituiti da agglomerati a base di materiale legnoso, rivestito con fogli di carta decorativa impregnata con resine melaminiche e pressate ad alte temperature.

Per una pulizia ordinaria utilizzare un panno di cotone morbido inumidito con acqua tiepida e detergenti non aggressivi; in alternativa con una miscela di 95% di acqua e 5% di alcool denaturato. L’uso del liquido detergente deve essere sempre moderato: un uso eccessivo può causare infiltrazioni tra il pannello e il bordo, con possibili rigonfiamenti del pannello.

NON UTILIZZARE: detersivi alcalini, o contenenti abrasivi o soda. Non usare pomice, pagliette metalliche, strofinacci con superfici ruvide o abrasivi vari, cere o altri trattamenti protettivi.

Parti laccate

La laccatura può essere effettuata con vernici poliuretaniche, poliestere, acriliche. La finitura superficiale si può realizzare a poro del legno aperto o chiuso, secondo il tipo di vernice e la quantità della stessa. La texture può essere antigraffio, realizzata con speciali vernici a microsfera, o liscia. Le superfici laccate richiedono una manutenzione particolarmente attenta per evitare graffi. Per la pulizia si può utilizzare sapone neutro o alcool diluito con molta acqua, asciugando subito con panno morbido, possibilmente bianco, e non abrasivo. E’ possibile che, alle prime pulizie, sul panno utilizzato rimanga una leggera colorazione. Ciò è dovuto alla presenza di polveri di vernice che nell’operazione di essiccazione vengono in superficie: una volta eliminate non si ripresenteranno più.

L’uso del liquido detergente deve essere sempre moderato: un uso eccessivo può causare infiltrazioni, con possibili rigonfiamenti del pannello.

NON UTILIZZARE: detersivi alcalini, o contenenti abrasivi, soda o solventi, oppure ammoniaca o acetone. Evitare le cere per mobili. Non usare pomice, pagliette metalliche, strofinacci con superfici ruvide o abrasivi vari.

In caso di necessità, prima di procedere al trattamento di tutta la superficie, e’ consigliabile eseguire una prova preliminare su una zona limitata e nascosta, assicurandosi che il prodotto in questione non danneggi la finitura dei manufatti e non ne alteri il colore e l’opacità.

Parti in MDF verniciate a polvere

Finitura ottenuta mediante l’utilizzo di vernici poliestere in polveri, su un supporto speciale di MDF, e poste in cottura a forno, per un periodo di tempo prestabilito. Si ottiene una finitura ad alta resistenza ai graffi.

Per la pulizia è sufficiente un panno inumidito con alcool diluito con molta acqua, oppure acqua leggermente saponata (con sapone neutro), asciugando subito con panno morbido.

L’uso del liquido detergente deve essere sempre moderato: un uso eccessivo può causare infiltrazioni, con possibili rigonfiamenti del pannello.

NON UTILIZZARE: ammoniaca o acetone, detersivi alcalini, o contenenti abrasivi, soda o solventi. Evitare le cere per mobili. Non usare pomice, pagliette metalliche, strofinacci con superfici ruvide o abrasivi vari.

Parti in alluminio anodizzato

Finitura ottenuta con procedimento galvanico. Questa finitura è esclusiva per le parti in alluminio; serve ad indurirne lo strato superficiale, e a dare colorazioni. Lo spessore del procedimento di anodizzazione è normalmente compreso tra i 10 e 20 micron.

Per una pulizia ordinaria, utilizzare un panno morbido ed esclusivamente prodotti specifici per la pulizia dell’allumino anodizzato. Per provare ad eliminare eventuali graffi o leggeri segni superficiali, si consiglia di utilizzare prodotti leggermente abrasivi, ma specifici per l’allumino anodizzato; in casi molto particolari si possono utilizzare carte abrasive finissime solo sulle parti danneggiate, e successivamente agire come nel caso della pulizia ordinaria.

NON UTILIZZARE polveri e prodotti abrasivi perché righerebbero la superficie. Analogamente non utilizzare pagliette metalliche e prodotti eccessivamente aggressivi per la superficie come quelli contenenti cloro, acido muriatico, candeggina.

Parti in alluminio lucido

Finitura relativa a parti in alluminio ottenuta mediante smerigliatura e successiva lucidatura, dapprima con dischi a fibre vegetali e quindi con dischi in panno utilizzando paste lucidanti.

Le superfici si possono pulire utilizzando comuni prodotti in commercio, per la pulizia delle superfici lucide e/o vetrate, asciugando con un panno morbido. La superficie va pulita seguendo sempre il senso della satinatura, se presente. Se si utilizza acqua molto calcarea potrebbero formarsi delle macchie bianche che si tolgono con acqua calda e bicarbonato. La patina che si viene a creare sul pezzo e che scompare nella pulizia lasciando sul panno della polvere nera è ossido di alluminio, deriva dal normale invecchiamento del materiale e può ripresentarsi anche dopo diverso tempo.

NON UTILIZZARE polveri e prodotti abrasivi, pagliette metalliche perché righerebbero la superficie.

Parti in metallo verniciato

Finitura ottenuta mediante l’utilizzo di vernici in polvere (poliestere, epossipoliestere ed epossidiche) e smalti, applicate sui prodotti metallici, con uno spessore variabile da 50 a 120 micron, e poste in cottura a forno, per un periodo di tempo prestabilito. Esistono delle particolari finiture, a base di ossidi di alluminio, che reagiscono in modo sensibile alla presenza di acidi anche deboli, annerendosi in maniera permanente a causa dell’ossidazione dei granuli di allumino presenti. Si raccomanda una particolare attenzione, nell’uso e nella pulizia di queste tipo di finiture, comunemente chiamate epossidiche metallizzate.

Per la pulizia utilizzare un panno di cotone morbido inumidito con acqua leggermente saponata (con sapone neutro) oppure acqua tiepida e detergenti non aggressivi, asciugare subito con un panno morbido.

NON UTILIZZARE polveri e prodotti abrasivi perché righerebbero la superficie. Analogamente non utilizzare pagliette metalliche e prodotti eccessivamente aggressivi per la superficie come quelli contenenti cloro, acido muriatico, candeggina.

Parti in acciaio inox

L’acciaio è una lega di ferro e carbonio derivato dalla ghisa. L’acciaio inox si ottiene invece aggiungendo in percentuali determinate, cromo e nichel, materiali che conferiscono alla lega così ottenuta una particolare resistenza alla corrosione ed all’ossidazione.

L’acciaio inox è un materiale altamente igienico e di facile pulizia. Prestare la massima attenzione quando si toglie la pellicola trasparente protettiva dai prodotti. Le superfici si possono pulire utilizzando comuni prodotti in commercio per la pulizia dell’acciaio, e asciugando con un panno morbido. La superficie va pulita seguendo sempre il senso della satinatura. Se si utilizza acqua molto calcarea potrebbero formarsi delle macchie bianche che si tolgono con acqua calda e bicarbonato.

NON UTILIZZARE detersivi che contengono cloro o suoi composti, detersivi in polvere e prodotti abrasivi, pagliette metalliche perché righerebbero la superficie.

Parti cromate

Finitura ottenuta mediante processo galvanico, tramite il deposito di uno strato di cromo in superficie, previa applicazione di strati precedenti in nichel. Lo spessore totale della finitura ottenuta è compreso tra i 10 e 20 micron.

Per una buona pulizia, utilizzare prodotti specifici per superfici cromate, disponibili in commercio, asciugando subito con un panno morbido.

NON UTILIZZARE: detersivi alcalini o contenenti abrasivi, soda o solventi, usare pomice, pagliette metalliche o abrasivi vari.

Parti in vetro

Il vetro è un composto ottenuto dalla miscelazione a caldo e successiva solidificazione progressiva, senza tracce di cristallizzazione, di miscugli omogenei in fusione costituiti essenzialmente da silice (circa 60 - 70 %), altri ossidi inorganici (solfati o carbonati), a cui possono essere aggiunti: affinanti, coloranti, sbiancanti, opacizzanti. La sua composizione determina le proprietà chimico-fisiche e quindi il campo d’impiego. I vetri possono essere classificati in base alla loro composizione come: vetri sodio-calcio (es. vetro float), vetri al piombo (cristallo), ecc.

Per una buona pulizia, utilizzare prodotti specifici per superfici vetrate, disponibili in commercio.

Nelle combinazioni di vetro con altri materiali quali legno o metallo è consigliato non spruzzare il prodotto direttamente sulla superficie, bensì su un panno.

La maggior parte dei prodotti per la pulizia del vetro contiene ammoniaca, una sostanza che può intaccare le superfici dei telai, in legno o laccati, ecc. L’uso del detergente deve sempre essere moderato.

-Vetro float

Per le normali superfici vetrate trasparenti, o anche per il lato non trattato dei vetri lavorati (vedere più avanti), si consiglia l’utilizzo di una miscela formata da acqua ed alcool o acqua e ammoniaca, da usare con precauzione e in quantità limitata.

-Vetro acidato

Il vetro acidato è un vetro a superficie granulosa ottenuta per via chimica, impiegando l’acido fluoridrico, che ha la proprietà di intaccare il vetro.

Pulire, solo se necessario, la parte acidata con prodotti anticalcarei in commercio (liquidi o in gel). Pulire la parte liscia procedendo come per le normali superfici vetrate (vedi vetro float).

Nota: la superficie acidata può essere protetta con una vernice. In tal caso, seguire le raccomandazioni di pulizia fornite per il vetro verniciato.

-Vetro sabbiato

Il vetro sabbiato è un vetro a superficie granulosa ottenuta per via meccanica, intaccando la superficie con un getto ad alta pressione di sabbia fine. Pulire, solo se necessario, la parte sabbiata con trielina (trattandosi di sostanza irritante, e dannosa per la salute, si raccomanda cautela e precauzione). Pulire la parte liscia procedendo come per le normali superfici vetrate (vedi vetro float).

Nota: la superficie acidata può essere protetta con una vernice. In tal caso, seguire le raccomandazioni di pulizia fornite per il vetro verniciato.

-Vetro verniciato.

Il vetro verniciato è un vetro al quale viene applicato uno strato di vernice per ottenere motivi decorativi, effetti particolari, o la protezione delle parti acidate o sabbiate. La verniciatura può essere di due tipi: a forno o con vernici catalizzate.

Nel caso di vetri trattati con vernici a forno, usare prodotti specifici per il vetro, o miscele composte da acqua ed alcool o acqua e ammoniaca (con le già indicate cautele e precauzioni).

Nel caso di vetri verniciati con vernici catalizzate o ricomposte, invece, essendo un trattamento a freddo e facilmente corrodibile, utilizzare solamente un panno morbido imbevuto d’acqua, o una miscela d’acqua e pochissimo sapone neutro.

NON UTILIZZARE: l’uso di detersivi alcalini o contenenti abrasivi, soda o solventi, non usare pomice, pagliette metalliche o abrasivi vari.

Parti in materiale plastico

Le materie plastiche sono costituite da una gamma vastissima di prodotti. In estrema sintesi possiamo suddividere le materie plastiche in due grandi famiglie, i termoplastici e i termoindurenti.

Per la pulizia di questi materiali è necessario seguire le indicazioni dei Produttori. Si consiglia, in generale, per la pulizia ordinaria, una spugna morbida, con acqua e comuni detersivi in crema o liquidi.

NON UTILIZZARE: solventi o acetone, perché a seconda dei materiali potrebbero intaccare il prodotto; pagliette metalliche o abrasivi vari. Non usare assolutamente le cere per mobili.

Parti in tessuto

I tessuti impiegati nel settore dell’arredamento per ufficio hanno diverse caratteristiche merceologiche. La composizione va chiesta al Produttore del bene per definirne correttamente le modalità di pulizia.

La polvere si elimina semplicemente aspirando o spazzolando il tessuto. Nel caso di macchie, occorre intervenire al più presto, utilizzando uno smacchiatore delicato a secco, o con metodi di trattamento ad acqua (acqua e sapone), agendo dal bordo verso il centro per evitare aloni.

Asportare delicatamente la maggior parte dello sporco con il dorso di un coltello e tamponare immediatamente la macchia con un panno bianco. Il trattamento locale delle macchie deve essere effettuato con una spugna o carta assorbente, tamponando delicatamente. In ogni caso, è necessario risciacquare bene, per rimuovere i detergenti utilizzati.

E’ molto importante evitare di sfregare con forza durante il trattamento, per non provocare alterazioni della superficie. Se le macchie sono grandi o il tessuto è generalmente sporco, si dovrebbe pulire l’intero tessuto (es. utilizzando un lavaggio a vapore).

NON UTILIZZARE: detergenti aggressivi come ad esempio quelli a base di cloro o ammoniaca.

Rivestimenti in microfibre

I rivestimenti di non-tessuto a base di microfibre sono rivestimenti costituiti da microfibre (fibre aventi un titolo minore o uguale a 1dTex, misurato in accordo alla norma UNI 4783) immerse in una matrice polimerica. All’interno dello spessore del non-tessuto o accoppiato alla superficie, possono essere utilizzati tessuti aventi lo scopo di migliorare le caratteristiche fisico-meccaniche del rivestimento.

Per la normale pulizia, eventuali rivestimenti sfoderabili possono essere lavati in lavatrice con acqua a 30°C. Una volta lavato e asciugato, il rivestimento può essere spazzolato con una spazzola morbida per fargli riacquistare la morbidezza iniziale. Nel caso il rivestimento sfoderabile sia dotato di velcro, occorre utilizzare il controvelcro durante il lavaggio. I rivestimenti non sfoderabili possono essere puliti con metodi di trattamento ad acqua (acqua e sapone). Nel caso di macchie, occorre intervenire al più presto, agendo dal bordo verso il centro per evitare aloni.

Asportare delicatamente la maggior parte dello sporco con il dorso di un coltello e tamponare immediatamente la macchia con un panno bianco. Il trattamento locale delle macchie deve essere effettuato con una spugna o carta assorbente, tamponando delicatamente. In ogni caso è necessario risciacquare bene per rimuovere i detergenti utilizzati.

E’ molto importante evitare di sfregare con forza durante il trattamento, per non provocare alterazioni della superficie. In particolare, si raccomandano i seguenti trattamenti per macchie da: penna a sfera, penna a feltro, rossetto, lucido da scarpe, olio, grasso: disciogliere con alcool etilico (incolore), tamponare e trattare successivamente con una soluzione di detergente neutro, poi risciacquare; chewing-gum: trattare con alcool etilico (incolore), e poi rimuovere meccanicamente; caffè, the, succhi di frutta, lavare con soluzione di detergente neutro. Le chiazze di colore devono essere trattate con succo di limone. Risciacquare bene; sangue: utilizzare una soluzione di detergente neutro. Per macchie secche effettuare più volte il trattamento. Esistono poi, anche se molto improbabili nell’ambiente ufficio, ma possibili in aree di ristorazione o in grandi aree di attesa pubbliche, altre tipologia di macchia che richiedono trattamenti specifici: birra, uova, latte, crema, cacao, cioccolato: trattare con una soluzione di detergente neutro, poi risciacquare; vino, liquori, frutta, vegetali, marmellata, gelatina, sciroppo, ketchup, senape: lavare con una soluzione di detergente neutro, trattare con succo di limone, poi risciacquare.

NON UTILIZZARE: solventi, in particolare percloroetilene e trielina, e l’uso diretto del vapore sul rivestimento. L’utilizzo di macchine di “spray estrazione” è consentito solo a basse temperature.

Parti in pelle

Esistono diverse categorie di pelle, secondo lo spessore, il trattamento di concia, la tintura o la rifinizione. Lo spessore può variare da 1,3 a 2,2 millimetri. La concia può essere di tipo minerale, di cui la più diffusa è quella ai “sali di cromo”, oppure organica, di cui la più diffusa è quella con tannini di origine vegetale, la cosiddetta “concia al vegetale” (esente da cromo). La tintura è eseguita in botte previo trattamento di ingrasso, per aumentarne le caratteristiche di morbidezza, e mediante rifinizione a spruzzo con pigmenti, con effetti più o meno coprenti, a seconda del colore e della destinazione d’uso desiderata. Sulla pelle si possono eseguire trattamenti tecnici: antimacchia, idrorepellenti e oleorepellenti, con prodotti quali resine o siliconi, senza variarne significativamente l’aspetto, il tatto, o il colore.

Prima di eseguire operazioni di pulizia o manutenzione, leggere attentamente i consigli e le istruzioni del Produttore.

Per la normale pulizia spolverare con un panno morbido e asciutto. Eventuali macchie si possono eliminare trattandole con un panno, oppure cotone idrofilo umido, e prodotti per la pulizia inizialmente più delicati quali sapone neutro o latte detergente, passando, solo per macchie più resistenti, a prodotti più specifici. Asciugare immediatamente dopo il trattamento. Evitare di strofinare la superficie da trattare, ma tamponare, dai bordi verso il centro della macchia. Eventualmente estendere il trattamento di pulizia ad una parte intera del prodotto, per renderla omogenea (p.es. tutto il bracciolo, tutto il poggiatesta, ecc.). Non mettere il prodotto di pulizia direttamente sulla pelle, ma versarlo sul panno.

NON UTILIZZARE: prodotti abrasivi o aggressivi quali solventi, smacchiatori. Non usare mai sulla pelle macchine per la pulizia a vapore. In ogni caso, ogni volta che si utilizza un prodotto nuovo per la pulizia, o manutenzione, applicarlo inizialmente in una zona “nascosta” per verificarne l’efficacia ed evitare il danneggiamento di zone più esposte.

Parti in cuoio

Il cuoio è ottenuto generalmente da pelli pieno fiore di maggiori dimensioni, come ad esempio quelle di bovino, e ha uno spessore variabile dai 3 a 4 millimetri. Conciato principalmente al “vegetale”, tinto in botte, previo trattamento di ingrasso, per aumentarne le caratteristiche di morbidezza e rifinito a spruzzo con pigmenti, con effetti più o meno coprenti a seconda del colore e della destinazione d’uso. Sul cuoio si possono eseguire trattamenti tecnici, antimacchia idrorepellenti e oleorepellenti, con prodotti quali resine o siliconi senza variarne significativamente l’aspetto, il tatto o il colore.

Prima di eseguire operazioni di pulizia o manutenzione leggere attentamente i consigli e le istruzioni del Produttore.

Per la normale pulizia spolverare con un panno morbido e asciutto. Eventuali macchie si possono eliminare trattandole con un panno, oppure cotone idrofilo umido, e prodotti per la pulizia inizialmente più delicati quali sapone neutro o latte detergente, passando, solo per macchie più resistenti, a prodotti più specifici. Asciugare immediatamente dopo il trattamento. Evitare di strofinare la superficie da trattare, ma tamponare, dai bordi verso il centro della macchia. Eventualmente estendere il trattamento di pulizia ad una parte intera del prodotto, per renderla omogenea (p.es. tutto il bracciolo, tutto il poggiatesta, ecc.). Non mettere il prodotto di pulizia direttamente sul cuoio, ma versarlo sul panno.

NON UTILIZZARE: prodotti abrasivi o aggressivi quali solventi, smacchiatori. Non usare mai sul cuoio macchine per la pulizia a vapore. In ogni caso, ogni volta che si utilizza un prodotto nuovo per la pulizia, o manutenzione, applicarlo inizialmente in una zona “nascosta” per verificarne l’efficacia ed evitare il danneggiamento di zone più esposte.

Parti in rete

Alcune sedute, soprattutto per l’ufficio, presentano lo schienale e/o il sedile realizzato in un materiale che consiste in un tessuto sintetico con una struttura a rete. Per la normale pulizia spolverare con un panno morbido o passare con l’aspirapolvere. Eventuali macchie si possono eliminare trattandole semplicemente con un panno umido.

NON UTILIZZARE: prodotti abrasivi o aggressivi, quali solventi o smacchiatori.

Tessuti rivestiti di materiali polimerici “similpelle”

I tessuti rivestiti di materiali polimerici sono rivestimenti costituiti da un supporto flessibile rivestito di materiale polimerico (spalmato o coagulato). Possono essere stampati e colorati in modo tale da imitare la pelle. Per la normale pulizia spolverare con un panno morbido e asciutto. Per eliminare eventuali macchie, in questo genere di tessuti, se ne consiglia la pulizia con acqua fredda, utilizzando saponi o detergenti liquidi neutri applicati con una spugna o panno morbido, e in seguito asciugare con un panno morbido.

NON UTILIZZARE: l’uso di saponi in polvere o altri materiali abrasivi, alcool e solventi.

Parti in movimento Per un corretto scorrimento delle parti in movimento dei mobili (cassetti, cerniere delle ante, ecc.), oppure delle sedute (comandi per la regolazione del sedile e/o schienale, ruote, ecc. ) rimuovere periodicamente la polvere con un panno morbido.

Per lubrificare, quando è necessario, utilizzare i lubrificanti adatti consigliati dal Produttore.

NON UTILIZZARE: prodotti abrasivi.